Automazione

Quanto costa automatizzare un processo e quando rientra

Il preventivo di sviluppo è la parte facile. Il conto vero comprende l’esercizio, la manutenzione e il tempo delle persone: ecco come si mette per iscritto, prima di firmare.

MadTech Aggiornato il 10 min di lettura

Le quattro voci di costo (tre delle quali finiscono fuori dal preventivo)

Un'automazione costa più della sua costruzione. Se il conto si ferma alla prima voce, il ritorno calcolato sarà sistematicamente ottimista.

VoceCosa comprendeOrdine di grandezza
SviluppoAnalisi, scrittura, test, messa in produzioneIl preventivo che vi arriva
EsercizioServer o hosting, licenze, servizi esterni a consumo, backupDa poche decine a qualche centinaio di euro al mese
ManutenzioneAggiornamenti, adeguamenti normativi, cambi di formato dei fornitori, correzioniIndicativamente 15-20% del costo di sviluppo, ogni anno
CambiamentoFormazione, doppio binario iniziale, errori del primo mese, tempo del referente internoDa qualche giornata a settimane di lavoro interno

La quarta voce è quella che fa fallire più progetti. Un'automazione che nessuno ha il tempo di seguire nel primo mese torna indietro: le persone riprendono la vecchia strada «solo per stavolta», e dopo tre settimane il software è un ricordo.

Il beneficio: tre modi di misurarlo, uno solo davvero valido

Il risparmio si può contare in tre modi, e non valgono uguale.

Un esempio con i conti in chiaro

Prendiamo un caso realistico e mettiamo tutte le assunzioni sul tavolo. Sono numeri di esempio, non un listino: servono a mostrare il metodo, non a promettere un risultato.

Situazione. Un ufficio riceve 400 documenti al mese fra fatture fornitore e documenti di trasporto. Ogni documento richiede 4 minuti fra apertura, inserimento e archiviazione. Il 3% viene registrato con un errore che, mediamente, costa 40 euro fra tempo di correzione e conseguenze a valle.

Dopo l'automazione, ipotizzando che l'80% dei documenti passi senza intervento e il 20% richieda una verifica da 1 minuto, e che gli errori scendano all'1%:

Con uno sviluppo da 9.000 € e una manutenzione del 18% annuo (135 €/mese), il risparmio netto scende a circa 739 € al mese: il rientro arriva intorno al dodicesimo mese. Su un orizzonte di 24 mesi il progetto rende, su 12 mesi è in pareggio, su 6 mesi è una perdita.

Il numero che cambia tutto

La percentuale di documenti che passa senza intervento umano. Se invece dell'80% è il 50%, il risparmio si dimezza e il rientro si sposta oltre i due anni. Per questo il primo mese si misura, non si dà per scontato: chiedete che quel numero sia dichiarato nel preventivo e verificato dopo.

L'orizzonte giusto: 24 mesi, non 5 anni

I calcoli a cinque anni sono quasi sempre finzione: in cinque anni cambiano fornitori, normative, persone e volumi. Noi ragioniamo a 24 mesi, con il costo di manutenzione dentro fin dal principio. Se un progetto non rientra in 24 mesi, non è detto che sia da scartare — può servire per capacità o per qualità — ma allora va giustificato con quelle ragioni, non con un risparmio che non arriverà.

Quattro errori ricorrenti nel calcolo

  1. Contare il 100% del tempo eliminato. Resta sempre una quota di verifica, e va contata.
  2. Dimenticare l'esercizio. Servizi a consumo e hosting sono piccoli ma perpetui.
  3. Ignorare il costo del primo mese. Doppio binario e formazione sono lavoro vero.
  4. Non stimare il costo dell'errore automatico. Un'automazione sbaglia più in fretta di una persona: per questo servono controlli e un registro di ciò che ha fatto.

Cosa chiedere a chi vi fa il preventivo

Sono le domande che facciamo a noi stessi prima di mandare un preventivo. Se chi avete davanti non ha risposte precise su queste cinque, il rischio non è tecnico: è economico.

Domande frequenti

Qual è il costo minimo realistico di un’automazione?

Un singolo flusso ben delimitato — leggere una casella di posta, estrarre i dati, scriverli in una tabella con un registro degli scarti — parte tipicamente da qualche migliaio di euro di sviluppo più poche decine di euro al mese di esercizio. Sotto quella soglia si tratta in genere di configurazioni su strumenti già esistenti, non di sviluppo.

Conviene un canone o un progetto a corpo?

Il progetto a corpo dà un perimetro chiaro e un prezzo certo; il canone ha senso per la parte di esercizio e manutenzione, che è continua per natura. La combinazione che funziona meglio è progetto a corpo per la costruzione, canone dichiarato per tenerlo in vita.

Come si misura se l’automazione sta davvero funzionando?

Con due numeri raccolti dal sistema stesso: quota di casi passati senza intervento umano e numero di errori rilevati dai controlli. Vanno visibili in una pagina, non ricostruiti a mano: se non sono misurati, dopo tre mesi nessuno saprà dire se il progetto è andato bene.

Un processo che vi ruba ore ogni settimana?

Raccontatecelo in due righe. Vi diciamo se si automatizza, quanto costa e in quanto tempo rientra — oppure che non conviene, se è così. Prima call senza impegno, preventivo sempre gratuito.

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