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Magazzino e ordini in un negozio: cosa automatizzare per primo

In un negozio l’automazione che rende di più non è la più vistosa: è quella che tiene allineata la giacenza. Da lì discendono riordino, vendita online e inventario.

MadTech Aggiornato il 10 min di lettura

Tutto parte dalla giacenza, e quasi nessuno ci crede

La giacenza sbagliata è il problema più costoso e meno visibile di un punto vendita. Produce vendite mancate (il cliente chiede un articolo che il sistema dice esserci), ordini doppi, resi, inventari lunghissimi e — se vendete anche online — annullamenti di ordini già pagati.

La regola tecnica è una sola: ogni movimento di merce deve passare per un solo punto di verità. Vendita in cassa, carico da DDT, reso, omaggio, rottura, prelievo per uso interno. Se un solo tipo di movimento resta fuori, la giacenza deriva — lentamente, e ve ne accorgete all'inventario.

L'ordine giusto degli interventi

  1. Vendita in cassa che scarica il magazzino in tempo reale. In Italia lo scontrino passa dal registratore telematico; il dato di vendita esiste già ed è affidabile. Il lavoro utile è collegarlo agli articoli e alle quantità.
  2. Carico merce dal documento di trasporto. Qui si guadagnano più ore che in qualunque altro punto: leggere il DDT, proporre le righe, far confermare le differenze.
  3. Soglie di riordino. Per ogni articolo una scorta minima calcolata sulle vendite reali delle ultime settimane, non a intuito. Il sistema propone l'ordine, la persona lo approva.
  4. Inventario a rotazione. Invece di chiudere due giorni all'anno, ogni giorno il sistema propone dieci articoli da contare — scelti fra quelli più venduti e quelli con più differenze. Dopo qualche mese l'inventario annuale non trova più sorprese.
  5. Allineamento con la vendita online, se c'è: giacenza condivisa con una riserva prudenziale sugli articoli a bassa rotazione.

Il riordino: la formula minima che funziona

Non serve un modello complicato. Per la maggior parte degli articoli di un negozio basta:

Scorta minima = vendita media giornaliera × giorni di consegna del fornitore × fattore di sicurezza

con un fattore di sicurezza fra 1,3 e 2 a seconda di quanto è irregolare la domanda. Sopra questa base si aggiungono due accorgimenti che valgono più di qualunque algoritmo: escludere dai calcoli i periodi anomali (saldi, promozioni, chiusure) e trattare a parte gli articoli stagionali. Il sistema propone; l'ordine lo conferma una persona, che sa cose che i dati non dicono.

Dettaglio che fa la differenza

Registrate anche le vendite mancate: quando un cliente chiede un articolo che non c'è, un tocco sul tablet o sulla cassa. È il dato che nessuno raccoglie e che dopo tre mesi dice con precisione quali scorte sono troppo basse.

Cosa chiedere al software di cassa

Se state scegliendo o cambiando il sistema di cassa, queste sono le domande che contano per il futuro dell'automazione:

Un dettaglio pratico che si scopre solo sul campo

Sui punti cassa reali il problema più frequente non è il software: è che due programmi diversi vogliono parlare con la stessa stampante fiscale nello stesso momento. Il secondo riceve una risposta vuota e fallisce. Se nel vostro negozio convivono un gestionale storico e un software nuovo, mettete in conto una verifica seria su chi tiene la porta della stampante, e una procedura scritta per quando accade — inclusa la regola d'oro: prima si controlla se lo scontrino è uscito, poi si ristampa, mai il contrario.

Le tre misure da tenere sott'occhio

Tre numeri su una pagina, aggiornati da soli. Se il vostro sistema non li produce, il primo pezzo di automazione da fare è proprio quello: costa poco e vi dice dove intervenire.

Domande frequenti

Serve cambiare il registratore di cassa per automatizzare il magazzino?

Non necessariamente. Serve che il software di vendita renda disponibili i dati in modo programmato. Se il registratore telematico è pilotato dal software, si può costruire tutto attorno a ciò che c’è.

Quanto tempo serve per avere giacenze affidabili?

Dopo il primo inventario completo servono in genere due o tre mesi di inventario a rotazione perché le differenze si stabilizzino su valori bassi. È in quel periodo che emergono i movimenti non registrati.

Conviene collegare il negozio alla vendita online?

Sì, ma con una riserva prudenziale sulle quantità e con l’allineamento più frequente sugli articoli a bassa giacenza: la vendita dell’ultimo pezzo in negozio e online nello stesso minuto è il caso che genera gli annullamenti.

Un processo che vi ruba ore ogni settimana?

Raccontatecelo in due righe. Vi diciamo se si automatizza, quanto costa e in quanto tempo rientra — oppure che non conviene, se è così. Prima call senza impegno, preventivo sempre gratuito.

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